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Appunti di colorimetria (dopo il primo passo faremo il secondo)

Inserito da: 
Sergio Palazzi

Stamattina abbiamo finito, più o meno, la parte sui concetti di base della teoria del colore, della sua misurazione e della sua applicazione tecnologica. Di seguito, appena ho un momento di tempo, metterò un commento a quanto c'è sul vostro libro con indicazioni per quello che ci riguarda e che servirà anche per le prossime verifiche (partendo da quella di recupero).

Questa presentazione di base, tra le altre cose, inizia a mostrarvi le possibilità ed i problemi per estendere ad un telaio quei principi di riproduzione dei colori generati al CAD che si riesce con buon successo ad applicare ad un sistema molto più semplice come la stampa su carta.

In allegato, per ora ed in vista di lunedì, metto una nota sui calcoli che abbiamo fatto stamattina e che vanno un po' oltre quello che il testo vi presenta.

Il concetto è che nessuno si aspetta da voi che sappiate padroneggiare i calcoli ben più complessi che servono per rendere efficace una vera catena di trasmissione e controllo del colore (almeno in questo momento, ma non è detto che in futuro qualcuno di voi... ). Però maneggiare le formule CIELab 1976 è già un buon punto di partenza per capire cosa significa tradurre in uno spazio metrico una cosa apparentemente del tutto soggettiva come la valutazione del colore di un oggetto, o perlomeno capire che non ci possiamo fidare alla cieca di quel che succede estraendo una bacchetta magica, pardon:  schiacciando un bottone su un apparecchio.

Lunedì esamineremo in breve la struttura di uno spettrofotocolorimetro e delle condizioni da applicare per una misurazione - ritenetevi fortunati rispetto alla gente di quinta chimico a cui ne devo spiegare nel dettaglio anche i principi costruttivi, il funzionamento etc etc.

Dopodichè, direi che sabato si possa provvedere a delle prove pratiche con i nostri due gioielli, un po' vecchiotti ma comunque più che sufficienti per fare un lavoro professionale. Così, mentre dedicheremo il prossimo periodo ai cicli di tintura, ai coloranti etc., anche se non avremo tempo di fare dei lavori estesi e completi, almeno avremo la possibilità di usare la colorimetria per valutare i nostri risultati e capire meglio quel che vi servirà come periti tessili, ovvero sapervi interfacciare con i chimicastri che stanno a monte e/o a valle del vostro lavoro. Se sabato portaste qualche campione di tessuto da voi prodotto in passato, non sarebbe male!

Stamattina non avevo sottomano quelle tabelle di dati che ci sarebbero servite, per cui dando i numeri due delle serie di valori proposti fornivano valori irrealistici, per due differenti motivi (una terna tristimolo individuava un punto fuori dallo zoccolo del colore; le coordinate del nostro bianco ipotetico non erano compatibili con l'altra terna). Aver visto questi errori mi è sembrato un buon risultato perchè, facendo e riverificando i calcoli, abbiamo capito tutti insieme che un modello vale solo e fin quando si rispettano le ipotesi... una formula matematica può produrre valori a casaccio e la nostra testa serve proprio per valutarli e capire se hanno senso oppure no. Il che è una parte fondamentale di un metodo scientifico. Alla prossima.

AllegatoDimensione
colorimetria 5T_1.pdf120.84 KB

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