Per i penitenti che devono sostenere l'esame a settembre, per i graziati che l'hanno scampato, ma anche per i molti sagaci che hanno lavorato bene, ma han già capito che è meglio rinfrescarsi le idee per una quarta che sia piacevole come (credo) è stata la terza: in questa pagina, che aggiornerò progressivamente anche con gli spunti che, spero, mi arriveranno, propongo alcune indicazioni operative per verificare lo stato dei lavori.
(segue)
Per i penitenti che devono sostenere l'esame a settembre, per i graziati che l'hanno scampato, ma anche per i sagaci che han già capito che in quinta non si scherza e quindi è meglio rinfrescarsi le idee: in questa pagina, che aggiornerò progressivamente anche con gli spunti che, spero, mi arriveranno, propongo alcune indicazioni operative per verificare lo stato dei lavori.
1) Come affrontare una relazione.
Nel blog ci sono molte indicazioni su come redigere una relazione di laboratorio chimico. È vero che sono state scritte per i, e insieme ai, tessitori di 3T, ma forse anche i chimici di 4C1 ce la possono fare
.
Il suggerimento, che ho già proposto ad alcuni, è di ricercare, sul testo di Crea e Falchet o altrove, le procedure per l'esecuzione delle prove che abbiamo condotto in laboratorio, dopodichè supporre di aver eseguito la prova realmente, ottenendo come risultati dei valori numerici compatibili con quel che c'è scritto (p. es.: se ci fosse scritto "pesare esattamente circa 0.15 g", dire "ho pesato 157 mg").
Mi hanno fatto notare che nascondere la trasmissione su CiaoComo Radio in coda ad un post sulla marea nera è un po' riduttivo.
La trasmissione può essere ascoltata in rete qui:
http://www.ciaocomoradio.it/index.php?option=com_content&task=view&id=18...
Il problema con il link è stato risolto grazie alla collaborazione degli amici del CREA e di Ciao Como Radio, tra i quali ovviamente la grande Massi.
Più di una volta ho citato il blog di chimica della prof. Celestino, che trovo una delle cose migliori in rete in lingua italiana per studenti e insegnanti. Stavolta l'interesse reciproco è speciale, se non ci credete guardate qui e... sbalorditevi!
http://urtoefficace.linxedizioni.it/2010/06/04/miscellanea2/
ADDENDA 7 GIUGNO:
Il disastro della piattaforma petrolifera del Golfo mi sembra un eccellente argomento per verificare le proprie conoscenze /competenze etc. in materia di ambiente, di chimica industriale, di chimica fisica dei sistemi dispersi, magari di politica internazionale...
Per esempio: perchè le trivellazioni nel Golfo sono praticamente esenti da autorizzazioni ambientali? e questo - nota bene! - non dai tempi dei due presidenti-petrolieri Bush (intervallati da otto anni di Clinton - Gore, durante i quali tutto è rimasto com'era...) o magari da quelli apparentemente remoti di Reagan: ma ancora da prima, cioè dai tempi di Jimmy Carter!
<!--break-->
E questo nonostante il fatto che le trivellazioni di fine anni '70 fossero cosette da poco rispetto alle attuali:
http://www.propublica.org/ion/blog/item/a-mystery-when-did-govt-exempt-g...
Forse non tutti sanno già che il prossimo anno sarà dedicato, su tutto il nostro pianeta, alla celebrazione della chimica!!
Per una rapida informazione, suggerisco il blog della prof. Celestino, una vera miniera di informazioni interessanti:
http://urtoefficace.linxedizioni.it/2010/05/16/nel-2011-si-festeggia-la-...
L'articolo è ricco di link che permettono di esplorare meglio la faccenda, e non solo.
In qualità di responsabile pro-tempore del progetto "attività di promozione della chimica", e dopo un colloquio avuto tempo fa con la Preside, suggerisco a tutti di pensare alle idee più "creative" - lo usiamo spesso questo aggettivo, nella nostra scuola! - che possano essere proposte ufficialmente come contributo del Setificio.
O magari come contributi dei singoli individui o gruppi (non conta l'età o il titolo di studio di cui al momento si dispone, ovviamente!).
Se vogliamo fare il punto di quanto abbiamo visto durante questo interessante (ih ih) anno scolastico, che non è ancora finito, mettendo giù le cose in ordine un po' sparso potremmo dire che:
Stresa 2010! Si è appena concluso il congresso internazionale dei tintori e coloristi, una manifestazione cui hanno partecipato oltre 500 persone da tutto il mondo: ricercatori, tecnici, imprenditori, parlamentari.
E' un congresso che si tiene abitualmente ogni tre anni, e che da 32 anni non si teneva in Italia: una occasione incredibile ed imperdibile per la nostra scuola che ha 150 anni di esperienza in questo settore.
E noi del Setificio c'eravamo!
C'eravamo dal primo all'ultimo istante con due docenti (Vanini e Palazzi); c'eravamo anche con due studenti di 4C1 (Mattia e Beatrice), nella giornata di giovedì, al clou della manifestazione; e c'eravamo con una comunicazione poster che proponeva lo stato di avanzamento del lavoro sulla sericina, già premiato lo scorso anno (una delle pochissime scuole superiori ad aver proposto una ricerca degli studenti!).
Ma c'eravamo anche nello sguardo compiaciuto di tanti esperti, italiani ma non solo, che quando ci presentavamo dicendo "Setificio, Como" rispondevano: ah, ecco il Setificio! ah, Como, la seta!
Avevo promesso da tempo una introduzione più dettagliata ai problemi della sicurezza del laboratorio, e alle riflessioni che dovremo ricavarne e che, tanto per dire, dovrebbero emergere dalla lettura delle vostre relazioni.
Ad esempio, con i soliti amici della grande 3T, il lavoro l'abbiamo fatto al contrario: prima abbiamo fatto loro usare delle sostanze, e solo poi ne abbiamo descritto la pericolosità. Orrore! Attentato all'incolumità dei pargoli! Be', in questo caso la cosa era sufficientemente e volutamente controllata, dal momento che tutte le sostanze erano relativamente innocue, tranne che per l'infiammabilità della quale tutti erano però ben coscienti, per cui non è didatticamente sbagliato aver lavorato in questo modo.
Entro la fine delle vacanze di Pasqua, cercherò di riassumere qui alcune delle altre cose che ho spiegato ai giovani virgulti della tessitura, ma che ovviamente i nostri grandi esperti della sponda chimica devono conoscere MOOOLTO bene, anche perché se no dimostrerebbero una sostanziale incompetenza proprio come tecnici chimici di laboratorio.
Nell'attesa, vi suggerisco un contributo che ho inserito su un interessante blog didattico,
http://urtoefficace.linxedizioni.it/2010/03/26/alunni-troppo-indisciplin...
Attenzione: questo è il testo integrato del post che avevo messi "in diretta" dal laboratorio tempo fa!
Tempo addietro, con i brillanti chimici di 3T, abbiamo provato a studiare il comportamento della materia nei confronti del calore, ed in particolare di quel che succede riscaldando dei campioni di "plastica" fino a fusione, o a decomposizione, o qualunque altra cosa succedesse. Abbiamo cercato di farlo in condizioni controllate, almeno per quanto ci è stato possibile, e ci siamo accorti che misurare il tempo necessario per una certa trasformazione era facile, mentre misurare effettivamente la temperatura di una piastra riscaldata non lo era per niente.
Dopo aver quasi completato il giro delle relazioni di laboratorio nelle mie varie classi, ho notato che molte sono scritte tenendo conto ALMENO di quei semplici suggerimenti che ho scritto qui tempo fa (evviva!).
Molte invece denotano notevole impegno nel fare proprio gli errori e gli orrori che invitavo ad evitare.
Quelle note erano scritte per i primissimi lavori di un laboratorio relativamente soft come quello di chimica in 3^ tessitura. A giudicare dal buon livello medio delle relazioni della 3T, dovevano essere abbastanza chiare e comprensibili.
Per chi vuole scrivere una relazione di tipo "professional", essendo magari uno studente chimico e/o più grandicello, ci sarebbe da dire di più: ma mi accontenterei che, almeno-almeno, tutti arrivassero allo stesso buon livello medio di cui sopra.
Lo scorso anno, nelle mie classi chimiche, ricordo di aver dato indicazioni molto estese (volutamente lunghe e reiterate) per motivare tutte le richieste su come si tengono quaderni di laboratorio, relazioni etc, facendo uso anche di testi che, essendo scritti da chimici (1) stranieri (2) competenti, non cadono nel deleterio "stile relazionista" troppo comune nella scuola nostrana e che, anche nei suddetti bloggamenti, criticavo a fronte di precise motivazioni.
]