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Blog di Blogchimica

Chimica, generalmente colorata - secondo aggiornamento

Secondo aggiornamento - 2.2.12

La prima prova di lavoro sistematico a tappeto, stile "scateniamo l'inferno", ci ha permesso tante considerazioni interessanti.

Primo, banale: che ognuno di noi può essere in grado di muoversi in laboratorio con autonomia, responsabilità e rapidità, eseguendo la propria parte di un lavoro in cui ciascuno è responabile del risultato di tutti. E di farlo alla svelta e senza errori (ops, salvo due casi in cui nel godet abbiamo scoperto che non c'era il tessuto... ma credo che i due responsabili si siano già autofustigati reciprocamente).

Secondo, abbiamo iniziato a vedere che in laboratorio l'organizzazione del lavoro, incluso la redazione di uno schema preciso e la classificazione sistematica dei risultati ci da' anche più soddisfazione rispetto al "mah... sì... abbiamo fatto delle cose...".

Terzo... ogni altra considerazione che svolgeremo da domattina riguardo ai tanti punti elencati prima.

In allegato un paio di immagini che ci potranno servire. E grazie alle due ragazze toste che si sono fermate a vuotare le macchine e da cui sono venuti interessanti spunti per organizzare il materiale realizzato.


Primo aggiornamento

Abbiamo visto come son venuti i campioni tinti con i bagni misti, colorante diretto + colorante disperso. Tra l'altro, solo in un caso il bagno conteneva ancora quantità apprezzabili di colorante (quesito: perchè?), per cui in tutti gli altri casi possiamo pensare che sia andato interamente sulla fibra di propria competenza. Mica male come strike, per essere la prima volta che proviamo!

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Sergio Palazzi
rossonero.jpg

Esercizi risolti (per ripasso e recupero) - terzo aggiornamento.

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Sergio Palazzi

il trimestre è ormai finito e quindi abbiamo un quadro delle valutazioni su quanto svolto finora. Sappiamo che il tempo è stato relativamente limitato, perché settembre ha richiesto una certa attività di recupero (che in alcune classi si è protratta anche più a lungo) e gli argomenti relativi a quest'anno scolastico non sono poi moltissimi, però è anche vero che alcuni studenti procedono con notevole sicurezza, altri un po' meno e altri ancora sembrano fermi ai blocchi di partenza.

In attesa che ognuno valuti le sue personali difficoltà e che, quindi, mi formuli delle domande specifiche per i necessari chiarimenti, come ho già fatto alcune volte in precedenza pubblico qui i testi di qualche prova di verifica fra quelle che abbiamo svolto in aula, con delle possibili ipotesi di svolgimento (ribadisco il concetto: potrebbe essere accettabile anche un metodo di svolgimento diverso, è difficile che ad una qualsiasi domanda si possa rispondere in uno e un solo modo, se non si tratta di riportare a memoria delle definizioni o di svolgere esercizi di calcolo dalla struttura molto semplice).

Si intende che anche queste pagine possono non essere del tutto chiare (e magari contenere qualche errore?!?): a maggior ragione, è opportuno che le guardiate con attenzione.

In tutti i casi, insisto, scrivere con rigore tutti i passaggi, incluse tutte le unità di misura impiegate, ci semplifica molto la vita perché ci aiuta a capire cosa non abbiamo capito.

Comincio con lo svolgimento della prova che riguarda le attività di recupero e qualche semplice avanzamento svolta in 4T il 10.12.2011.

Quando il tessitore nobilita il tessuto (secondo aggiornamento)

Secondo aggiornamento - 1.2.12

Con una discreta mole di lavoro, svolta per una certa parte dai "soliti noti" ma anche da tutti gli altri, abbiamo potuto raccogliere i dati spettrali e le coordinate nei vari spazi cromatici delle nostre matassine di seta.

Con una abilità superiore alle mie previsioni, i dati sono già comparsi in un diagramma di cromaticità 1931 con anche la simulazione delle aree dei colori! Si vede che siete dei professionisti (quando volete)!

Nel frattempo, è stato realizzato il tessuto di prova con 5 diverse armature (4+1), usando la macchina jacquard con ordito in PET (lo stesso con cui è stato realizzato inizialmente il tessuto che, alla fine, dovremo nobilitare). La "tovaglia a quadretti" ha le varianti con trama di cotone, di seta, di PET e - appena possibile - di viscosa. La 2C2 ha già iniziato ad usare quella in cotone per il suo lavoro, abbiamo anche i dati di rientro dopo lavaggio (il tessuto risultante ha una massa areica di circa 110 g/m²).

Il lavoro per la preparazione della nostra collezione era cominciato da una selezione dei colori svolta manualmente su campioni di carta: adesso abbiamo anche la collezione completa delle letture, che trovate nel file allegato "campionario". Appena... "voi sapete chi" avrà riportato anche questi punti nel diagramma, saremo pronti per le tinture di prova sulla tovaglia misto seta, cercando di "centrare" meglio tali prototipi. Mica che riusciamo a rappresentarli in un diagramma tridimensionale CIE'76, usando eventualmente il CAD...?

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Sergio Palazzi
DSC19719r.jpg

Colorimetria su soluzioni, un trasparente sguardo indietro

Negli ultimi giorni abbiamo provato a preparare, con le due quarte, una serie di campioni a concentrazione nota di coloranti, su cui poi raccogliere gli spettri in trasmissione per verificare se rispettino o no la legge di Lambert e Beer e, quindi, se si possano usare come basi per simulazioni di colour matching in trasparenza. Poi faremo il confronto con le elaborazioni di Kubelka e Munk sulle rispettive tinture su seta, nonchè il controllo sull'effluente visto che la 4C2 approfondisce gli aspetti ambientali.

Abbiamo scelto dei coloranti acidi (di fabbricazione recente, non prelevati dal nostro museo!) perchè in linea di principio ci aspettiamo che siano completamente solubili e non diano sospensioni colloidali; in effetti ci siamo accorti che almeno uno (il giallo) tende in realtà a sedimentare dalla soluzione madre già in un paio di giorni, quindi il dubbio ci viene... Fra l'altro, proprio con il giallo gli spettri presentano delle anomalie, e come tutte le anomalie sono molto interessanti.

Condiderando 28 spettri raccolti dalle classi e alcuni altri da me su delle miscele, cominciamo ad avere una discreta serie di dati per fare dei confronti. Nei prossimi giorni infatti li faremo, ma la prima cosa da notare è che i dati non sono propriamente splendidi: come temevo, quando vi ho detto di preparare autonomamente le soluzioni a concentrazioni ragionevolmente "scalate", in alcuni casi i dati  non sono omogeneamente distribuiti, in altri è palese che le concentrazioni che mi avete dato sono sbagliate - e a questo punto solo i quaderni di laboratorio ci diranno la verità.

Nella figura allegata vedete l'andamento delle curve riferite al turchese, incluse le due più basse che si riferiscono a due ripetizioni - per stimare la riproducibilità.

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Sergio Palazzi
Una serie di spettri in trasmissione a differenti concentrazioni.

Colorimetria: finalmente la mettiamo in pratica (6° aggiornamento)

6° aggiornamento - 02.02.12

Lo schema nella foto allegata mostra l'ordine di lavoro della C1 di lunedì. Si suggerisce di insistere con le procedure ordinate e organizzate. Abbiamo avuto dei buoni risultati ed anche le prime letture allo spettrofotocolorimetro sono confortanti. Unico problema, gli esaurimenti sono sensibilmente diminuiti. Ci sono un paio di variabili da considerare, di cui la prima è il tempo di permanenza ad alta temperatura. Stavolta abbiamo ridotto a 30 min anzichè 40. Secondo la teoria, l'effetto dovrebbe essere tanto più visibile quanto più la tinta è chiara (sorpresi? pensateci...). Ci sono anche un paio di altre cose da considerare e l'unico modo per capirlo è... provare. Provare non alla cieca ma con un ragionamento, e questo è proprio quel che significa studiare in laboratorio. Domattina, sotto a far letture!

Oggi, visto che una spruzzata di neve ha ridotto di molto i nostri esigui ranghi in C2 (),  abbiamo fatto un altro lancio in parallelo di prove replicate ma con i due diversi tempi. In attesa della lettura, è confermato almeno che le più "leggere" sembrano esserne state più influenzate. Ancora non abbiamo ritrovato gli esaurimenti della prima volta... chi ha delle idee da proporre ci pensi e le tiri fuori. Suggerimento: a cosa servono i diversi ingredienti che mettiamo nel bagno? Stiamo iniziando a costruirci un modello mentale della tintura (che ci servirà magari, un domani, per studiare la cinetica del rilascio di un farmaco, o giù di lì?).


5° aggiornamento

A titolo di chiarimento anche se dovremmo ormai esserci sintonizzati:

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Sergio Palazzi
colori lariani (da un Kodachrome di Sergio Palazzi)

Rosa, azzurro o...? Tra materiali e salute, colore e cinetica

Non vorrei dare l'impressione di approfittare troppo delle idee di due amici come Teresa Celestino e Paolo Gifh, che mi capita di citare su queste colonne, ma questo intervento  rosa-azzurro presenta molti spunti di dibattito e anche di possibili esperienze di laboratorio. Tra l'altro, ci sono facili richiami alle ultime lezioni fatte in 2C2, nelle quali abbiamo spaziato tra cinetica, legami ad idrogeno, tintura, colore...

Riassumendolo un po', il problema è quello del gel di silice arricchito di sali di cobalto, che per decenni è stato usato come adsorbente per l'umidità nei laboratori chimici e che ha trovato anche molti altri usi.

Per i nostri amici più giovani la cosa può essere meno ovvia e familiare che per noi "antichi" - ehm, la prof. Celestino ovviamente non è "antica"! - e quindi la riassumo.

Il controllo dell'umidità di un ambiente, in particolare di un piccolo ambiente confinato come un essiccatore o un armadio a tenuta stagna, viene frequentemente svolto usando  gel di silice, ovvero un materiale polimerico inorganico a base di ossido di silicio, dalla struttura particolarmente espansa e in grado di assorbire o rilasciare acqua. C'è del gel di silice anche in quelle bustine che spesso trovate negli imballaggi di materiale elettronico, o magari delle scarpe sportive.

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Sergio Palazzi
Un essiccatore per crogioli di un secolo fa o giù di lì

L'ambiente, la salute e la chimica della lavanderia

La chimica della nobilitazione tessile è straordinariamente ricca di spunti e stimoli che portano ricadute e sviluppi in tanti altri settori, come le due quarte del rinato corso tintoriale stanno vedendo di persona, e come a volte abbiamo visto su queste pagine. Vediamo qualche ulteriore esempio.

Ogni tanto - dico, almeno ogni tanto -  lavate i vestiti che avete addosso ? E li lavate in acqua nella lavatrice di casa o al solvente in una lavanderia a secco?  Avete mai pensato che è una delle attività "produttive" più importanti e diffuse? E forse avete sentito dire che i solventi per il "lavaggio a secco" sono stati anche tra i più importanti fattori nel danneggiare l'ozono stratosferico, fino che molti sono stati banditi dal Protocollo di Montreal del 1985.

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Sergio Palazzi
Il Cosia in via Pannilani, presso il Setificio: l'inquinamento è un problema del passato!

A cosa serve la chimica che studiamo? (prima parte)

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Sergio Palazzi

Gli interventi di cui parlo questa volta potrebbero trovare posto nell'altro blog, quello dedicato all'anno internazionale della chimica. Però, ho pensato: diverse volte alcuni studenti mi hanno chiesto perchè studiamo tutta questa chimica, che utilità abbia, che relazione possa mai avere rispetto al mondo che abitiamo, alle altre persone, al futuro... e non parlo solo degli studenti di chimica, ma anche quelli di altri corsi.

Se non altro, penso ai nostri tessitori, nel cui percorso di formazione la chimica ha una parte importante, o magari alla nostra amica disegnatrice che è stata protagonista della prima rappresentazione del "Bicchier d'acqua - 2.1" e che di fronte a oltre 400 ragazzi delle medie ha impersonato la Chimica in uno dei "Sette dialoghi impossibili" di Giovanni Carrada.

La risposta a questa domanda non è solo una curiosità, ma è una parte centrale del perchè una ragazza o un ragazzo decide di studiare la chimica, e a maggior ragione di farlo in un istituto come il nostro, che da più di un secolo studia ed insegna la chimica dei materiali che incontriamo durante la nostra vita... anche se magari tradizionalmente non la chiamiamo così. Le stesse ore di "Tecnologia chimica" che vengono svolte, a partire da quest'anno, dalle nostre classi di chimica, servono proprio a questo!

Voglio proporvi qualche link da sfogliare brevemente, senza portarvi via troppo tempo; l'occasione me la da' una conferenza in programma presso l'Università di Torino il 3 ed il 5 novembre:

Che spettacolo, la chimica!

TUTTI PAZZI PER LA CHIMICA... ANCHE A COMO è stato il titolo della mattinata di ieri, nell'Aula Magna del Politecnico (quella che noi vecchi continuiamo a chiamare "l'Aula Magna del Setificio"), grazie all'organizzazione ed al sostegno di Confindustria Como, che ha puntato sulla nostra formula ormai rodata per mettere in scena una grande manifestazione chimica per le scuole medie, per la prima volta nella nostra provincia e come "prova generale" di quella tradizionale di Milano.

Pubblico in sala stimato intorno alle 430 presenze (su un massimo di 480) che non-è-proprio-niente-male, stante che il tutto esaurito l'ha fatto Li Edelkoort lunedì mattina per ComOn. Ragazzi che sono venuti in pullmann da ogni angolo della provincia, grazie all'interessamento ed al sostegno dell'Ufficio Scolastico Provinciale e dei loro insegnanti che, evidentemente, sanno guardare più in là rispetto ai soliti programmi da svolgere.

In attesa di vedere altre fotografie e (forse) anche il filmato, ecco come La Provincia ha "lanciato" la notizia via web - con un bel fotocolor della nostra troupe (a pag. 11 dell'edizione di oggi vedete un servizio più ampio).

La nostra squadra, cui si aggiungeva Giorgia (che nella foto si intravede sul palco mentre sistemiamo gli ultimi dettagli) ha messo in scena la versione rinnovata, chiamiamola 2.1, dello spettacolo "Come bere un bicchier d'acqua", il quale proprio in questi giorni festeggia i 10 anni di repliche (manco a Broadway).

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Sergio Palazzi
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Colorimetria e luce: some step beyond

In un post di molti mesi fa avevamo visto come i nostri tessitori (la 5T dell'anno scorso) stavano iniziando ad impiegare la colorimetria per capire come funzioni in pratica.

Poi il lavoro era rimasto in sospeso, per varie sovrapposizioni con altre attività didattiche; parecchi materiali (tinti da loro) che erano stati ottenuti per fare i confronti  sono rimasti nel cassetto.

Come ricaduta avevamo avuto una tesina che, almeno in forma embrionale, cercava di affrontare un problema very very hot della colorimetria tessile: come stabilire una linea di riproduzione del colore che permetta di andare dal disegno CAD al tessuto jacquard, come se il telaio possa essere considerato una stampante grafica (e magari "profilata").

Adesso, tenendo presente che i campioni sono nel cassetto solo perchè aspettano di uscirne, stiamo ragionando con la 5T e, finalmente, anche con le mie due quarte Chimici Tintori , su come svolgere delle attività che ci facciano capire che c'è tanto spazio per chi voglia darsi da fare (i computer esistevano già da una vita, quando Jobs e Gates ci si sono messi a lavorare, l'importante era trovare qualcosa di nuovo che qualcuno avesse voglia di comprare!).

Ne diciamo qualcosa?

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Sergio Palazzi
Una simulazione delle misurazioni colorimetriche tristimolo
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