Diario di domande fatte, dubbi irrisolti, perplessità perpledenti, di un prof di chimica che guarda i suoi aspiranti tessitori alle prese con le legature di ipotetiche creazioni librarie.
Le colle. Quella in stick è diversa dal Vinavil? In cosa si distingue?
>>Vinavil: marchio di fabbrica, sostanza pura, preparato...?
>>>>Cosa vogliono dire questi termini?
>>>>Poi: si diluisce con acqua
>>>>>>con quanta acqua? Come cambiano le proprietà?
>>>>>>dalle dita si lava via con acqua? E dopo seccato?
>>>>Come si toglie dai tessuti o dalle superfici?
>>>>>>Perchè dove sbava il tessuto diventa più scuro, oltre che rigido?
>>>>>>Il sistema per toglierlo è lo stesso per tutti i materiali?
>>>>>>il tessuto ne viene danneggiato? E come? E PERCHE'?
>>>>Come si fa a farlo asciugare prima? Scaldandolo con l'accendino, facendo aria?
>>>>>>che comportamento ha al calore?
>>>>Picchiando sul barattolo o agitandolo esce meglio?
>>Che altri adesivi per incollare i vari supporti fra loro?
>>>>cosa distingue il comportamento dei materiali verso le colle?
>>Si usano gli adesivi per realizzare un manufatto tessile finito, es. capo d'abbigliamento?
>>>>Come e quali?
>>>>Come si comportano alla manutenzione (lavaggio in acqua e/o a secco) e all'usura?
>>”La colla della ceretta si scioglie con l'olio?” “sì, quelle liposolubili, ci sono anche quelle idrosolubili ma non funzionano così bene”... queste osservazioni (che NON ha fatto il prof di chimica) c'entrano molto o poco?
>>>>C'entrano magari con il tavolo da stampa o con il finissaggio?
>>>>Come influisce il solvente su un adesivo?
>>Qual è la resa di un adesivo? Quanto ne serve, quanto riesco a incollare con un barattolo?
I nastri adesivi. Come e perché incollano?
>>Che differenza tra i vari supporti?
>>Il biadesivo ha qualcosa di diverso?
>>Materiali analoghi si usano nella nobilitazione o in altre fasi della manifattura tessile?
I solventi. Ne abbiamo parlato per le colle.
>>Cos'è un solvente?
>>>>Cosa significa “sciogliersi”? C'è un solo meccanismo o molti?
>>>>Alcuni materiali si sciolgono in certi solventi, altri no: c'entra con la chimica?
>>>>>>I tessuti, i coloranti, ..., come si comportano di fronte ai solventi?
>>>>>>Perchè certi tipi di stampa si possono trasferire con certi solventi da un materiale a un altro?
>>E l'acqua che solvente è?
L'oggetto – libro e l'oggetto/contenitore – legatura/copertina.
>>L'oggetto che stiamo realizzando ha solo funzioni dimostrative o può essere usato?
>>>>Che caratteristiche sono necessarie per l'utilizzo?
>>>>Sarebbe possibile una industrializzazione?
>>Legare = cucire con ago e filo
>>>>i nostri aspiranti tessitori hanno usato raramente tecniche di cucitura, e comunque solo in forme primitive (foro grossolano a punteruolo con filo inserito senza ago). Anche i disegnatori, ma questo sorprende di meno.
>>>>la cucitura ed i cucirini nella confezione tessile: c'entra magari la chimica anche con quello?
>>Ri-legare = legare di nuovo. Da dove viene questo termine?
>>>>C'entra con la produzione industriale o con la creatività artistica/artigianale?
>>>>C'entra con il restauro e la messa a nuovo dei libri?
>>>>>>La chimica c'entra anche con il restauro e la conservazione?
>>>>>>>>Cosa significa conservare qualcosa, chimicamente? Perchè le cose si degradano?
>>>>Quali materiali e tecniche sono idonei per la produzione di legature funzionali, artistiche/artigianali?
I materiali impiegati.
>>E' normale incollare tessuti e carta o simili?
>>>>Eventualmente, si usano gli stessi metodi impiegati da noi?
>>>>Materiali inconsueti (fogli di polietilene a bolle, pezzi di biro, scaglie di vetro, auricolari audio, ..., !!) come entrano in una creazione polimaterica di tipo espositivo / artigianale / industriale?
>>>>>>soprattutto se la vogliamo chiamare "libro"?
>>Per rifinire un tessuto da sfridi e peluzzi usiamo l'accendino. Perché?
>>>>C'entra la fibra usata / cambia da fibra a fibra?
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<e non da ultimo<<<<<<<<<<<
La documentazione del proprio lavoro: se non hai un prof che fa il primo piano alle tue mani indaffarate, e con la stilo prende appunti da bloggare, come te la cavi?
>>E a cosa serve e perchè prendere una documentazione del proprio lavoro?
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>e qui ci sarebbe molto da dire...
]
ChemOn non è solo un gioco di parole
Il termine "chemon", da adattare morfologicamente alle varie lingue, è stato proposto come alternativa per lo scomodo "amount of substance", o "quantità di sostanza", la famosa grandezza fondamentale che si misura in moli. L'alternativa, tollerata in ambito chimico, è "quantità chimica" - io di solito uso questa forma. Così si potrebbe dire: che chemon di NaCl hai messo nell'acqua della pasta? r: ne ho messe 270 mmol