Vero, il titolo è un po' malizioso: pensavi che mi riferissi a chi ha in sospeso qualcosa di cui deve riparlare a settembre
?
No, invece voglio proprio dire che l'estate è un periodo molto interessante per fermare la propria attività ordinaria e fare qualcosa in più.
Usare una pausa non (solo) per riposare, per stare con la famiglia, gli amici e anche con sé stessi. Ma anche per avere la mente e l'agenda libera per il piacere, il desiderio, il bisogno di approfondire.
I primi che mi vengono in mente sono i nostri amici impegnati negli stages estivi.
Alcuni li hanno già finiti, altri li proseguiranno: nonostante il caldo (molti reparti di lavorazione hanno obbligatoriamente la climatizzazione... ma molti anche no!) li stiamo vedendo indaffarati a "rubare" le informazioni, i trucchi del mestiere legati all'esperienza delle varie aziende.
Magari cosette apparentemente minime: la precisione nella documentazione scritta, la gestione dei tempi, una certa operazione manuale; ma poi, il prossimo anno a scuola (o magari fra molti anni, facendo chissà quale altro lavoro), si accorgeranno che gli è rimasta dentro una marcia in più
.
Visto che è una estate di grande sport, potremmo dire quel qualcosa che al momento giusto ti permette di fare uno scatto sul traguardo o di segnare un gol impossibile. Per quel che mi riguarda, ancora oggi mi accorgo di quel che mi è rimasto da quella prima esperienza lavorativa del 1978 (sì, quello del brutto mundial d'Argentina).
E poi, diciamolo, fare lo stage significa anche essere apprezzati da gente esperta per quel che già sai fare e per la tua serietà... e non è niente male, vero?!
Per chi invece è più grandicello, le vacanze estive permettono di spostarsi per partecipare a convegni, scuole e conferenze. Alcuni - avrai visto - sono in programma proprio a Como, città che nel mondo ha un suo fascino particolare.
Propongo solo tre piccoli esempi, che possono servire a riflettere su quanto facciamo a scuola.
"Credo di aver già detto"
qualcosa a proposito di quanto sono vecchie e approssimative molte delle cose che troviamo nei Libri Di Testo.
Ma, dirai tu, almeno il modello cinetico delle reazioni è facile: la teoria degli urti di Arrhenius, geometria ed energia di attivazione, poi basta spararsi giù tante belle equazioni sul primo e secondo ordine etc. ed è fatta, no?
Beh, anche se la penso diversamente sulle equazioni, che non vanno mai imparate a memoria ma capite soprattutto nei loro limiti, a livello qualitativo la cosa mi va bene; l'avevamo visto con quell'antico documentario sui gas e i pesci rossi che ho addirittura messo tra i materiali nel programma per la 2C2.
Ma se pensi che finisca tutto lì, allora come mi spieghi che ad Assisi stia per tenersi questo convegno, in cui i maggiori esperti del settore si trovano a discutere degli aspetti fondamentali delle reazioni apparentemente più semplici, quelle in fase gassosa, sperando di iniziare poi a capire qualcosa di più almeno su quelle in fase liquida omogenea? Dici che loro non li hanno letti, quei Libri Di Testo dove tutto sembra così facile e definitivo?
Allora andiamo sul sicuro: la Tavola Periodica!
Eh, quella no che non si tocca, i Libri Di Testo ci hanno spiegato per benino che basta imparare le configurazioni elettroniche, unoessedùe dueessedùe, così salta fuori la nostra tavola con le elettronegatività e tutto il resto, e da lì non si scappa!
Già.
Forse.
O forse non proprio: perchè altrimenti non si spiegherebbe come mai gli esperti di questo settore decidano di volare fino a Cuzco in Perù per riparlarne, confrontandosi sul tantissimo che c'è ancora da capire sul perchè esiste il sistema periodico, che è una delle pochissime scoperte veramente fondamentali per la scienza e la filosofia degli ultimi 13000 anni?
Ne avevamo già parlato nel precedente post, ora sempre il prof. Scerri ripropone la cosa ricordando che, la dico in modo sbrigativo, NON è la configurazione elettronica di un atomo "isolato" (e/o in uno qualsiasi dei suoi stati di ossidazione) a stabilire rigidamente la sua posizione nel sistema periodico e men che meno il suo comportamento chimico.
In termini epistemologici, questo equivale a dire che la periodicità (chiave della chimica) non è riducibile alla quantomeccanica, e quindi a degli a priori fisici... in termini più pratici, significa che in quella dispensina che sto preparando sulla tavola periodica e che vi ho promesso per queste settimane cercherò di dire cose un po' meno banali dei soliti luoghi comuni.
Infine, anche il modo di spiegare la chimica ha bisogno di qualche riflessione.
Se fra noi insegnanti hai visto dei dibattiti e magari delle divergenze su quali metodi, concetti e strategie usare, non solo non devi essere confuso o preoccupato, ma invece potresti pensare che è proprio dal confronto che si impara sul serio
(e non di deve mai smettere di imparare).
Prova ne sia che a Roma ci sarà a fine luglio la 22^ International Conference on Chemical Education, il cui titolo è proprio Stimulating Reflection and Catalysing Change in Chemical Education.
E' appena uscita la bozza del programma dettagliato, dai un'occhiata alle centinaia di persone di tutto il mondo che sono coinvolte e all'incredibile varietà di argomenti che saranno discussi!
.
Ci sono anche nomi celebri, tra cui quei proff. Shakashiri e Coppola di cui abbiamo parlato altre volte.
Potrà forse farti piacere che anche al Setificio sia stato concesso uno spazio, con una presentazione il giovedì pomeriggio dal titolo The colours of chemistry: There's a new scent in the air, or old perchance? in cui si (ri)propone l'importanza del colore e dei fenomeni tintoriali per la comprensione della chimica sia a livello di base sia nei suoi approfondimenti, e addirittura come chiave per ripensare ad un possibile curriculum di formazione. Tornando in un certo senso alla metà dell'800, gli anni in cui non solo nasceva la nostra scuola, ma in cui proprio dallo studio dei coloranti e della colorazione nasceva buona parte della chimica teorica e dei relativi processi industriali.
Molte delle idee che saranno proposte provengono proprio dai lavori che hai visto svolgere o che tu stesso hai svolto, magari proprio quest'anno!
Non ci credi? Poi ti racconto!
]
ops...
... effetti del caldo. Nella voce sulla tavola periodica, dopo la citazione della conferenza di Cuzco, dovevo parlare della nuova pagina di Eric Scerri: ma facendo un taglia e incolla di alcune righe del mio precedente post su Flerovio e Livermorio per recuperare il link, avevo finito per lasciare fuori la notizia e rimettere dentro la stessa battuta del precedente. Scusate, adesso l'ho corretto
... in compenso, ricordatevene quando vi dico che se lavorate di copia e incolla vi fate cattar via, persino se lo fate dalle cose scritte da voi stessi... nessun riferimeno alle vostre tesine di maturità, per fortuna!