Dopo aver quasi completato il giro delle relazioni di laboratorio nelle mie varie classi, ho notato che molte sono scritte tenendo conto ALMENO di quei semplici suggerimenti che ho scritto qui tempo fa (evviva!).
Molte invece denotano notevole impegno nel fare proprio gli errori e gli orrori che invitavo ad evitare.
Quelle note erano scritte per i primissimi lavori di un laboratorio relativamente soft come quello di chimica in 3^ tessitura. A giudicare dal buon livello medio delle relazioni della 3T, dovevano essere abbastanza chiare e comprensibili.
Per chi vuole scrivere una relazione di tipo "professional", essendo magari uno studente chimico e/o più grandicello, ci sarebbe da dire di più: ma mi accontenterei che, almeno-almeno, tutti arrivassero allo stesso buon livello medio di cui sopra.
Lo scorso anno, nelle mie classi chimiche, ricordo di aver dato indicazioni molto estese (volutamente lunghe e reiterate) per motivare tutte le richieste su come si tengono quaderni di laboratorio, relazioni etc, facendo uso anche di testi che, essendo scritti da chimici (1) stranieri (2) competenti, non cadono nel deleterio "stile relazionista" troppo comune nella scuola nostrana e che, anche nei suddetti bloggamenti, criticavo a fronte di precise motivazioni.
Invitando quindi tutti a rileggere quelle due brevi note e (se del caso) a rivedere le spiegazioni dell'anno scorso, rinvio i commenti "nel merito" alle singole e più appropriate sedi.
Spal
p.s.: Appena ho tempo vi offro la MIA relazione sulla conferenza di mercoledì scorso in Fiera, dove si discuteva (pensa te!) proprio di come il lavoro del chimico si riconosca dalla metodicità assoluta nel registrare qualsiasi dato e nell'intelligente e critica elaborazione dei risultati. Da cui sarà più facile, fra l'altro, elaborare relazioni, rescoconti, rapporti di prova (etc) di buona qualità.
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nuove relazioni
Benvenuto a Gian che ha risposto ora ad un post di ottobre. Vuol dire che hai cercato di recuperare il tempo trascorso, ripartendo dall'inizio, ed è sempre una buona cosa.
Per i riferimenti, al momento non li ho qui ma farò il possibile (chi ne trova di nuovi li segnali!).
Qualcuno ha invece segnalato l'apparente anomalia di richiedere la consegna delle relazioni di laboratorio ad una scadenza anche molto successiva al lavoro stesso. Ci sono due ragioni che credo la motivino a sufficienza:
1) il termine di consegna è un termine "ultimo", non "primo". Salvo chi segue per la prima volta un mio corso, per gli altri valgono le indicazioni già date, fino a nuovo ordine e/o con le eventuali precisazioni via via introdotte - incluse quelle sulla redazione e consegna delle relazioni. Per cui, chi le ha fatte il giorno stesso e le ha consegnate il giorno dopo, si è trovato a non dover correre in extremis. E' possibile, inoltre, che qualcuno abbia preparato a pc le relazioni in tempo più che utile, in bozza, poi le abbia tenute in caldo per ripensarle e, al momento buono, si sia limitato a rileggerle e lanciare la stampa: anche in questo caso (in assenza di diverse disposizioni) vedremmo un comportamento che dimostra autonomia nel proprio lavoro: perchè no?
Se poi alcuni giovani amici sono troppo pigri e/o hanno difficoltà a scrivere al pc e preferscono scrivere a mano, perdono i vantaggi precedenti ma in compenso fanno un utile esercizio di calligrafia, così raro in questo arido mondo di chip e chop (tu, Gian, ne conosci qualcuno?)
2) Il ritardo nella stesura, comunque, lo uso a volte come strumento di verifica. Per esempio, ho notato che un buon esercizio è far scrivere in classe, a distanza, una relazione su un lavoro svolto magari 6 mesi prima. Chi sa usare bene il quaderno di laboratorio si trova ad avere appunti fuori dal tempo, che possono essere utilizzati in ogni momento successivo, integrandoli con la migliore esperienza e consapevolezza successivamente acquisita: per cui non avrà difficotà a redigere relazioni splendide.
La cosa può capitare "dal vero" in ambito lavorativo e/o di ricerca, dove spesso i documenti che raccolgono il lavoro fatto vengono scritti a distanza anche di anni da quando è stato compilato il primo quaderno sul lavoro, magari con il supporto di rapporti intermedi fatti su base p. es. mensile o trimestrale... e spesso da parte di persone che sono diverse da chi aveva iniziato il lavoro, ma che comunque devono poterlo riutilizzare senza problemi.
Ciao e ci vediamo nel prossimo pentamestre.