Quando (finalmente) cominceremo a svolgere almeno una delle materie curricolari direttamente nella lingua straniera studiata a scuola, che per noi oggi è soltanto l'inglese, so che farò un po' di fatica per quanto riguarda la pronunciation.
Gli amici di 5C1 che ci hanno lasciato lo scorso mese di luglio, del resto, avevano già visto queste difficoltà: in quarta, per un'ora alla settimana, analisi chimica veniva spiegata direttamente in inglese, e la cattedra era condivisa tra me e la prof Cantaluppi. Era abbastanza normale che lei commentasse, leggermente inorridita, diversi miei errori di pronuncia su termini di uso corrente, ma poi ad entrambi capitava di avere delle incertezze sulla corretta pronuncia di un termine specifico di area scientifica.
Credo sia normale, per un insegnante di oggi, soprattutto se insegna materie scientifiche e tecniche, il fatto di saper leggere e studiare un testo scientifico scritto in inglese più o meno con la stessa facilità con cui ne maneggia uno scritto in italiano. Personalmente, credo saper anche scrivere un inglese scientifico ragionevolmente passabile, anche perché me lo hanno confermato diversi lettori dei mei testi.
Del resto, come mi hanno sentito ripetere molto spesso gli studenti, se io l'inglese l'ho studiato solo alle medie (diciamo: due anni bene e un anno così così), il tutto ai tempi in cui Gianni Rivera era capocannoniere e i Beatles si erano sciolti da poco, non è così scandaloso che io da loro mi aspetti qualcosa di meglio, visto che hanno iniziato alle elementari se non prima, e che quando arrivano in quinta sono perlomeno al tredicesimo anno consecutivo di corso regolare di inglese!
Ma, per me, il discorso diventa più impegnativo quando si tratta di ascoltare una conversazione inglese, anche di ambito tecnico (almeno fin quando l'orecchio non si è un po' risvegliato: diciamo che dopo un'ora o due ad un congresso le cose vanno abbastanza meglio) e poi, ovviamente, di pronunciare una lezione o una conferenza in inglese. Per me, come per molti altri colleghi che non hanno nel proprio curriculum un intenso periodo di studio o di lavoro in ambito chimico in un paese di lingua inglese, la pronuncia dei termini specifici presenta spesso parecchie difficoltà.
Fra i molti zillioni di risorse disponibili in rete per quanto riguarda l'approfondimento di questi temi, vorrei proporvi queste:
http://www.rsc.org/chemistryworld/podcast/element.asp
http://www.rsc.org/chemistryworld/podcast/CIIEcompound.asp
che vengono aggiornate con un nuovo intervento ogni settimana.
Si tratta di brevi lezioni ascoltabili direttamente e scaricabili in podcast, affiancate - questa è la cosa simpatica - dalla trascrizione del testo. Con la lezione della settimana scorsa si è concluso il completamento della tavola periodica: per ogni elemento, un esperto diverso ha raccontato aneddoti e fatti chimicamente rilevanti. L'ultimo intervento, che ruota intorno all'idea di periodicità, è del filosofo della chimica Eric Scerri, uno di quelli tosti e che non dicono mai cose che ti lasciano indifferente.
Da questa settimana inizia la scoperta di composti particolarmente interessanti, e il primo, prevedibilmente, è la sostanza più strana ed assurda che esista nell'universo, cioè il monossido di diidrogeno.
Direi che sarebbe interessante, specialmente per le classi introduttive con cui lavoro quest'anno, che con boys&girls provassimo a imparare qualcosa sugli elementi in questo modo. Come vi pronunciate su questa proposta?
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