Avevo promesso da tempo una introduzione più dettagliata ai problemi della sicurezza del laboratorio, e alle riflessioni che dovremo ricavarne e che, tanto per dire, dovrebbero emergere dalla lettura delle vostre relazioni.
Ad esempio, con i soliti amici della grande 3T, il lavoro l'abbiamo fatto al contrario: prima abbiamo fatto loro usare delle sostanze, e solo poi ne abbiamo descritto la pericolosità. Orrore! Attentato all'incolumità dei pargoli! Be', in questo caso la cosa era sufficientemente e volutamente controllata, dal momento che tutte le sostanze erano relativamente innocue, tranne che per l'infiammabilità della quale tutti erano però ben coscienti, per cui non è didatticamente sbagliato aver lavorato in questo modo.
Entro la fine delle vacanze di Pasqua, cercherò di riassumere qui alcune delle altre cose che ho spiegato ai giovani virgulti della tessitura, ma che ovviamente i nostri grandi esperti della sponda chimica devono conoscere MOOOLTO bene, anche perché se no dimostrerebbero una sostanziale incompetenza proprio come tecnici chimici di laboratorio.
Nell'attesa, vi suggerisco un contributo che ho inserito su un interessante blog didattico,
http://urtoefficace.linxedizioni.it/2010/03/26/alunni-troppo-indisciplin...
dove ho trattato il problema della sicurezza nella chiave della più generale discussione sulle attività di laboratorio. Per intanto, buona Pasqua di resurrezione!
p.s.: avete visto le integrazioni al post sulla solubilità delle fibre? http://www.setificio.com/blog/il-film-delle-fibre-che-si-sciolgono
]