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sempre sugli orbitali...

Inserito da: 
Sergio Palazzi

Rieccoci a parlare di "orbitali". Prendo lo spunto dall'ultimo numero della rivista Hyle, la più nota pubblicazione su storia e filosofia della chimica che esce due volte all'anno.

Il numero di luglio 2011, interamente visibile e scaricabile qui, contiene un articolo intitolato "Are orbitals observable?", di Peter Mulder, che prosegue una discussione in cui da oltre una dozzina d'anni i migliori esperti di chimica teorica, epistemologia etc. (tra cui il prof Eric Scerri già altre volte citato qui) si accapigliano sull'"osservabilità" di un orbitale. Il che implica di essere d'accordo sul significato della parola orbitale, o se quelli che Mulder chiama - con una espressione stupenda - "orbitali dei libri di testo" siano effettivamente orbitali o cos'altro, o sui diversi significati teorici e pratici di concetti come le funzioni d'onda e le densità di probabilità elettronica, eccetera.

Personalmente conosco la materia a sufficienza per poter dire... che non la conosco a sufficienza per poterne parlare in modo sufficientemente qualificato .

Provate a chiedere ad un qualsiasi laureato in chimica di raccontarvi la faccenda in maniera chiara e semplice.

Troverete due possibilità:  se è un esperto di chimica teorica, computazionale o quelle cose lì (cioè uno che maneggia questa matematica tutti i giorni, come Dario Bressanini di Uninsubria che i più conoscono come esperto di chimica in cucina) vi darà delle risposte elaborate e piene di distinguo, come del resto fanno gli studiosi internazionali che citavo sopra. 

Oppure, se si occupa di altre cose (e non importa quanto sia bravo e qualificato nel suo mestiere di chimico!), tenderà a dare risposte molto vaghe e sfumate, e dubito si arrischi a scommettere più di 50 c€ sul fatto che la sua risposta possa essere giudicata realmente corretta.

L'unico posto al mondo in cui sembra che tutti sappiano con chiarezza e precisione cosa sia un orbitale, come vada maneggiato e così via (dando ovviamente per scontato che, se si parla scientificamente di una cosa, quella cosa deve "in qualche modo esistere"), arrivando a far credere che se non si sanno maneggiare gli orbitali non si può capire la chimica, sono i Libri di Testo. E tanto più ne parlano con assoluta sicurezza, quanto più si rivolgono ad un pubblico inesperto e principiante, per il quale una autofunzione potrebbe avere a che fare con le tabelle di Quattroruote, lo spazio di Hilbert potrebbe essere nuovo film di fantascienza, e se un certo numero è quantico forse sta negli archivi dell'FBI...

E' una vita che dico che gli orbitali dovrebbero essere vietati ai minori, frase che recentemente ho trovato anche su un libro di testo in adozione al Setificio (nell'introduzione, anche se poi nella versione italiana del testo, in pratica, si fa l'esatto contrario).

Proprio qualche giorno fa, intervenendo su queste cose in un blog divulgativo, un professore di chimica di una università italiana (che non conoscevo prima) esprimeva la sua meraviglia per il fatto che a chi si accosta alla chimica a 14 o a 16 anni si pretenda di "spiegare" certi concetti che sono difficili per uno studente ai primi anni di università (e, come dicevamo, fanno discutere anche i massimi teorici di questo campo). Rubo una frase da una comunicazione privata di quel collega: "Nella scienza, e nell'insegnamento, non si dovrebbe mentire ma non si dovrebbero neanche anticipare troppo contenuti che richiedono un'elaborazione concettuale ad un livello superiore".

Nulla da aggiungere: ad un bambino delle elementari che studia per la prima volta le poesie non chediamo certo di discuterne il senso letterale, allegorico, morale ed anagogico come farebbe un critico di Dante, pretendendo per di più di mettergli il voto per come ha risposto.

Nella chimica maneggiamo un buon numero di concetti di fantasia (allegorici? metaforici?), che non corrispondono a nulla di realmente esistente, come p. es. il numero di ossidazione. E non solo nella chimica. Gli "orbitali-dei-libri-di-testo" non hanno nulla che sia più reale.

Come tali altri concetti, se vengono usati da una persona che sappia già di cosa sta parlando possono essere molto utili per impostare un ragionamento: sono semplici modelli approssimativi di una realtà troppo complessa per essere espressa facilmente.

Ma la chimica è vita, carne, sangue: si tocca, si respira; è per questo che è bello studiarla, senza essere scoraggiati dalla solita orbitalite dei soliti Libri di Testo.

cos'è che VEDIAMO? ...

Fresco fresco ecco un articolo che dice che gli ELETTRONI sono stati visti ORBITARE "ATTORNO (sic!)" una molecola.

http://dvice.com/archives/2011/08/this-is-an-imag.php

Allora. Prima cosa, le visualizzazioni di strutture molecolari grazie ai microscopi a tunnel e a forza atomica (STM e AFM) sono qualcosa di favoloso, incredibile, allucinante... tenendo presente che li hanno inventati quando mi stavo laureando (molto tempo fa sulla scala di uno studente attuale, ma ieri pomeriggio rispetto alla storia della scienza). Tenendo presente anche come funzionano questi aggeggi, che praticamente sono delle specie di micro-puntine da giradischi di cui vengono registrate vibrazioni su scala subnanometrica. E che, a differenza degli enormi e costosi microscopi elettronici che si usano per vedere oggetti grandi come frammenti di una cellula (giganteschi, rispetto a una molecola di pentacene!), sono invece degli affarini poco più grandi di un telefonino e che si maneggiano con semplicità. Quando la realtà va molto oltre la fantascienza. 

Eppure...

Eppure, come era già successo con un famoso articolo di qualche anno fa che diceva che "erano stati visti gli orbitali d", anche in questo caso ho l'impressione che si faccia un po' di confusione con i termini.

Forse - forse - perchè dicendola così si risveglia l'interesse di un pubblico un po' più largo e che di queste faccende ha una conoscenza un po' più superficiale? Non sarebbe una novità, che anche scienziati seri ricerchino il sensazionalismo da scoop per rendere più visibile il proprio lavoro. Anche quando sarebbe già eccellente di per sé.

In quelle immagini (1) non si vede nessun elettrone, (2) men che meno lo si vede "orbitare", il che significa "girare", (3) neppure si vedono degli "orbitali" (ci mancherebbe!).

Quel che vedo io (ma per carità, mi sbaglierò...) sono delle aree di densità elettronica, che rappresentano, dicendola in breve, i campi di forza dati dagli elettroni che si trovano ad un certo livello di energia. I quali interagiscono con i campi di forza della sonda facendola reagire. Che è qualcosa di mooolto differente. E' un po' "la roba gialla e soffice" di un mio famoso esempio.

Che questi campi di forza (continuo ad esprimermi grossolanamente) abbiano sostanzialmente la forma prevista dai calcoli quantomeccanici, non può che far piacere - sarebbe stato drammatico se così non fosse. E comunque è affascinante. Ma mi sembra che perduri la confusione semantica, linguistica, concettuale che porta alla solita "orbitalite".

Non mi pare che aiuti ad andare avanti nel progresso delle concezioni scientifiche, sarebbe un po' come dire che con un filmato che descrive il movimento del sole intorno all'orizzonte al solstizio sia stato "fotografato il circolo polare"... e tutti via a pensare che il circolo polare sia effettivamente una riga tirata per terra. Poco tempo fa ero là col GPS a cercarla, ma la riga per terra mica l'ho vista! E nemmeno l'asse di rotazione terrestre, che mi aspettavo di veder spuntare verso l'alto in lontananza! Eppure sul mappamondo sono "fotografati" così bene...

Ovvero, resto sulle posizioni del precedente post, e di Moulder - Scerri: un orbitale è una funzione matematica (oltretutto NECESSARIAMENTE approssimativa) che da' un tipo di rappresentazione di un certo fatto, non il fatto stesso. E questo modo di esprimersi mi sembra più o meno come dire, facendo ulteriori esempi ad capocchiam, che "è stato fotografato il teorema di Pitagora". O, per restare in argomento di giradischi, che "è stata fotografata la musica di Jimi Hendrix".

Oh, se sbaglio, ditemelo: ho proprio tanta voglia di imparare e capire qualcosa di più.

leggera modifica

rispetto alla prima versione, ho ibridato leggermente gli ultimi 4 capoversi.


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