I docenti che inseriscono contenuti possono far riferimento alle istruzioni di base, in formato .pdf (114 kb), riferite ai blog didattici.
- Il 2011 è finito, la chimica è sempre di moda! -
µLab di chimica: anche quest'ano la chimica è a colori!
Anche quest'anno sono in pieno svolgimento i MicroLab per l'orientamento scolastico. Alla prima sessione di "I Colori della Chimica" di questa stagione hanno partecipato 10 ragazzi/e delle scuole della nostra provincia. Accompagnati da una squadra di volonterosi di quarta, terza e soprattutto - fantastico! - di seconda, hanno vissuto lo schema ormai collaudato della doppia indagine alla ricerca di quanto sia colorata la chimica: ogni studente o coppia di studenti ha scelto, alla cieca, il percorso in cui farsi accompagnare per la prima ora; dopo un breve confronto, nuova scelta e nuovo percorso per la seconda ora.
I temi da investigare, muovendosi nel nostro gigantesco laboratorio di chimica tintoriale, sono stati:
1) L'indaco... ma che colore è?
Con l'ausilio di qualche reagente dal nome strano e un po' maleodorante, abbiamo conosciuto la tecnica con cui a fine Ottocento venivano prodotti i primi tessuti "moderni" per jeans... e, sorpresa, la si usa ancora oggi!
2) Fiammeggianti teorie e fuochi d'artificio
Qualche anno ancora prima, alcuni professori tedeschi avevano scoperto che studiando con cura la luce di una fiamma contenente alcune sostanze era possibile scoprire nuovi elementi chimici. La stessa cosa era stata inventata secoli prima ma per produrre fuochi artificiali!
3) Quel liquido colorato nasconde qualcosa
Ed eccoci! l'appuntamento annuale con la giornata di Milano è arrivato.
Martedì 13.12 la nostra squadra (Martina, Giorgia, Giulia, Camilla, Maurizio, Franco, Simone, Luca, Andrea, Laura, Juliana e Sergio) sarà nel prestigioso salone di Assolombarda, invitata da Federchimica a mostrare ancora una volta che "la chimica c'è anche nel bere un bicchier d'acqua". Tutto esaurito, non c'è nemmeno da dirlo, speriamo di avere qualche foto da mostrare (paradossalmente, nonostante tutta la tecnologia in gioco - e un paio di famigerati fotoamatori sul palco - sono proprio le foto che regolarmente ci mancano!).
Quest'anno abbiamo avuto l'opportunità di anticipare la cosa per il pubblico comasco, ed è un bel modo di onorare l'Anno della Chimica... ed anche il nostro "Bicchiere" che festeggia il suo decennale. Due repliche le abbiamo tenute a scuola in occasione del primo Open Day, due sono in programma per il secondo, e poi... si vedrà.
.............................A proposito, visto che poi magari certe cose sfuggono: oltre che di un onore e di un piacere, si tratta comunque di un impegno per la scuola nel suo insieme, che per noi cade proprio nel momento dello scrutinio trimestrale. Oltre ai ragazzi è giusto ringraziare non solo la Dirigente scolastica per attenzione e disponibilità, ma anche i rispettivi insegnanti che devono tener conto di avere un giorno di assenza fisica - ma anche qualche momento di assenza mentale - di chi si prepara per questa occasione.
L'anno della chimica si avvia al mese conclusivo, per il quale si preparano fuochi d'artificio.
Fra l'altro, NOI del "Bicchier d'acqua" siamo attesi a Milano per il 13.12, salone di Assolombarda, perchè il nostro spettacolo è stato richiesto per il decimo anno consecutivo come mezzo per far interessare i ragazzi alla chimica. Anche stavolta il tutto esaurito dalle scuole di Milano e di tutta la Lombardia. Per fortuna, quest'anno è stato possibile anticiparlo a Como con una parallela edizione tutta dedicata alle nostre scuole, il 19 ottobre.
Forza gente che l'emozione è tanta!
Intanto, come all'inizio dell'anno c'erano state cerimonie di inaugurazione protratte per almeno un paio di mesi, le cerimonie conclusive sono iniziate con forte anticipo: qui ne vedete una molto interessante anche per i contenuti espressi, circa la speranza che sia finalmente iniziata una nuova stagione per l'apprezzamento della chimica da parte del pubblico, dopo tanti raintendimenti e mistificazioni.
Tempo fa ci eravamo confrontati con l'ufficializzazione della scoperta di due nuovi elementi. Oggi sono ufficiali le proposte per i due nomi: Flerovio e Livermorio. Ecco le ultime notizie. Le vedo grazie ad un tweet del prof. Eric Scerri.
A parte tutto il resto, basterebbe la storia dei NOMI degli elementi per scatenare na nostra fantasia e spingerci a capire genio, errori, scoperte, fesserie degli ultimi secoli della scienza.
Ricordo a boyz&girlz che ci sono diverse riviste scritte da studenti e destinate agli studenti che aspettano i nostri articoli, ed una è dedicata proprio alla storia della chimica: penso ovviamente in primis agli studenti del Chimico, ma anche quelli del Liceo potrebbero sentirsi stimolati ad intervenire. Ci proviamo, a buttarci?
Noto fra l'altro che il proposto simbolo Fl per Flerovio è stato considerato equivoco da qualcuno perchè potrebbe essere confuso con "Fluoruro" (io direi: con "Fluoro"!). Mi dite almeno cinque buoni motivi per cui la preoccuipazione non esiste?
Ebbene sì, la vostra gita, pardon visita di istruzione a Barcellona per l'ITMA, non è sembrata una esperienza fuori dal comune solo a noi: ne ho parlato con la redazione di ilSussidiario.net, uno dei più seguiti quotidiani online italiani, e loro - avendo subito colto l'importanza di questo esempio - ben volentieri mi hanno detto di preparare un articolo, nel quale (per una volta) ho parlato di noi non in termini generali ma facendo nomi e cognomi!!
Spero che la spinta che ci hanno dato quei giorni a contatto con la cultura scientifica, tecnologica ed artistica ci aiuti tutti a percorrere di gran carriera questo anno scolastico.
Il Setificio e questo modo di intendere momenti importanti della didattica sono trending topic non solo per l'importanza della chimica, come abbiamo visto mercoledì scorso, ma anche per come dare un senso educativo ad un intenso momento di vita insieme!!
Cento motivi per interessarsi all'innovazione nella tecnologia chimica? Solo cento
?
Ah no, scusate: cento sono soltanto gli spunti sulle linee di innovazione nel mondo della tecnologia dei materiali applicati al mondo tessile. ![]()
Chimica del colore, delle fibre, delle finiture. Se ne parla qui, nel numero 2011 dell'annuario Future materials. Per una consultazione più rapida, vi coniglio di scaricarlo in pdf.
Si tratta di un elenco delle numerose linee di ricerca e di sviluppo, di aziende di tutto il mondo, legate alla chimica e tecnologia dei materiali tessili.
Cosa preferite? i tessuti antiproiettile o quelli per realizzare vele nautiche innovative? I finissaggi che respingono l'acqua - tipo quelli che abbiamo visto sui costumi da bagno che Luca ci ha mostrato nell'ultimo Come bere un bicchier d'acqua, o quelli che aumentano la resistenza al fuoco o all'abrasione, o quelli che permettono di lavare la lana in lavatrice senza rovinarla?
Questo credo possa interessare gli studenti e, per certi versi, ancora di più gli insegnanti.
http://www.aim.it/attachments/article/81/Giornata%20Sviluppo%20sostenibi...
Venerdì 18 novembre, con due sessioni, mattutina e pomeridiana, si discute del ruolo che hanno i materiali polimerici per lo sviluppo sostenibile.
Per ulteriori informazioni, posso fare volentieri da tramite con Federchimica ed AIM.
Quest'altra notizia invece è più specialistica e riguarda un settore che frequentiamo di meno (quello dei cosmetici).
http://www.sicc.tv/eventi.php?ID_EVENTO=62&ID_PAGE=4&lang=1
Eppure... la logica che sta dietro alla produzione, all'effetto, alla salubrità dei cosmetici non è troppo lontana dalle cose che studiamo noi. Per esempio, se uno dei nostri chimici tintori con opzione alimentare volesse interessarsi al settore dei cosmetici, avrebbe già diverse competenze cui agganciarsi.
E poi, proprio al ruolo dei cosmetici ed alla chimica sulla faccia si ispirano le due scene finali del nostro Come bere un bicchier d'acqua!
Questo infine è un appuntamento più fuori mano, dato che è a Roma, ma credo che dare un'occhiata alla locandina
http://www.aidic.it/italiano/segnala/locandinaRoma.pdf
possa essere interessante per capire quali sono le questioni attuali in materia di riciclo e recupero delle materie prime dai rifiuti.
Ehilà, chimici e non! anche il prof si è preso una lunga vacanza da queste colonne? Ma questi mesi finali dell'anno internazionale della chimica ci portaranno una raffica di nuovi effetti speciali, vediamo di non perderli.
Innazitutto, domattina (5.10, dopo le 11.30) arriveranno i nuovi Nobel per la chimica. Ovviamente c'è chi raccoglie scommesse (per esempio: http://pipeline.corante.com/archives/2011/10/03/chemistry_nobel_time.php). La tendenza è per le tante ricerche riconducibili al settore "chimica e materiali", ovvero come la chimica ha recentemente rivoluzionato e continuerà a rivoluzionare il nostro modo di vivere, anche se magari non ce ne accorgiamo.
Dicono che vadano forte Bard per l'elettrochimica (e noi che abbiamo Alessandro Volta che ci veglia nell'atrio non possiamo che apprezzare), Nicolau per la sintesi organica (è davvero tosto, se posso dirlo io che non sono proprio del ramo!), Gray per... beh, tante cose e c'è da scegliere, o magari come outsider McLafferty che ha rivoluzionato la spettrometria di massa tanti anni fa. Vediamo. Per chi tifi io, l'ho già scritto proprio sui queste pagine il 23 aprile... L'anno scorso con i ragazzi di 5C1 avevamo visto la diretta e mandato le nostre congratulazioni al blog di Stoccolma. Ovviamente c'eravamo congratulati anche con Geim, il mago del grafene, "il Nobel per la fisica più chimico che ci sia".
Piccola osservazione: per la didattica e la storia della chimica non ci sono mai dei candidati. Evidentemente anche tra i chimici che votano c'è dello snobismo. Eppure diverse tra le più importanti rivoluzioni della chimica sono venute in mente agli scopritori proprio mentre cercavano di scrivere un libro di testo (quelli veri, che val la pena di conservare e tramandare ai posteri, non quelli di cui parlo di solito).
Proseguo dal messaggio precedente, dato che una regola è quella di non mettere paginate troppo lunghe in un blog. Ah, a proposito, l'articolo del lincamento qui sotto è tutto in italiano, e quindi anche quei due o tre di voi che sono ancor un po' ruvidi con l'inglese scientifico potranno leggerlo con maggiore facilità .
=>> Come ottenere idrogeno da energia solare senza aumentare i danni all'ambiente?
È un tema bello tosto. Sapete che molto spesso si propone l'uso dell'idrogeno come vettore di energia. Ho detto “vettore”, nel senso di “trasportatore”, non certo come “fonte” di energia perché una delle prime cose che dovrebbero imparare i chimici (e non sono loro!!!) è che possiamo ricavare energia da molecole di H2 se le facciamo reagire, per esempio con l'ossigeno atmosferico, ma per ottenere quelle molecole dobbiamo spendere decisamente più energia di quella che poi ne possiamo ricavare. Parafrasando un famoso film, “è la termodinamica, bellezza, e tu non puoi farci niente”.
Mi scuso se è da un po' che non pubblico aggiornamenti di interesse per l'anno internazionale della chimica (che riguarda tutto il mondo) e per gli approfondimenti didattici (che riguardano soprattutto il nostro studenti di chimica e di tessitura), ma il tempo è un po' quello che è (e di studenti che mi danno la mano ce ne sono un po' pochini
).
Vorrei proporre questi tre link freschi freschi, che toccano tutti argomenti non soltanto chimici, ma veramente vicini alle cose che da sempre si fanno al Setificio e che, almeno spero, si potranno fare anche di più quando saranno andati a regime i programmi della riforma.
Penso che tutti voi abbiate visto la pubblicità di tessuti contenenti argento a scopo igienico-sanitario. Tipicamente, un caso molto importante sono le calze per uso sportivo, dato che le colture di microrganismi che si sviluppano sulle calze sono origine non solo di cattivi odori ma anche di malattie. La realizzazione di “tessuti intelligenti” che siano stati progettati per le loro proprietà chimiche e tecnologiche è una delle sfide per il futuro, e fornisce degli ottimi motivi ad una ricerca in un settore come quello tessile che molti ritengono tecnologicamente “maturo”, che è come dire sostanzialmente superato.
Teresa Celestino riassume con chiarezza le basi delle più comuni droghe estratti da vegetali in: http://urtoefficace.linxedizioni.it/2011/04/22/la-chimica-dei-sensi-alte...
In fondo c'è un mio commento relativo a tentazioni che da sempre serpeggiano nelle menti degli studenti.
Anche se ultimamente non sono riuscito a caricare le tantissime notizie sull'Anno Internazionale della Chimica, scelgo questa per fare a tutti gli auguri di Pasqua:
http://sciencegeist.net/http:/sciencegeist.net/a-career-in-colors/
C'è anche un mio breve commento, e mi spiace di non aver (ancora?) conosciuto di persona lo scienziato di cui si parla: uno che, chiamandosi Gray, è diventato una autorità mondiale delle cose colorate!
Guardate che spettacolo la tavola dei quadratini colorati... spettacolare se capite cos'è, naturalmente. Ma il prof. Gray non ha niente da invidiare ai migliori grafici, perchè lui i colori non li ha solo usati, ma INVENTATI e SPIEGATI!
Quel signore lì da ragazzo massacrava i vestiti della mamma per isolarne i coloranti, poi è diventato uno dei principali teorici dei composti di coordinazione (forse qualcuno di voi li chiama col vecchio nome di "complessi") creando una teoria che superava la pur bella teoria del Campo Cristallino (almeno quelli di quinta la conoscono vero?), e che fra l'altro spiega il colore e quindi le proprietà spettrosopiche di migliaia di composti fra cui cristalli, minerali, e proteine come clorofilla, emoglobina, citocromi etc etc. (io l'avevo studiata per una ricerca che ho fatto in Quinta Setificio, nel secolo scorso, con la mia prof di Analisi Gabiella Fusi Alberti... e poi ci ho fatto la tesi di laurea!); poi si è dedicato allo studio di composti di quel tipo lì per raccogliere l'energia solare o far funzionare i laser, etc etc etc.
Buona Pasqua a tutti, e pensate a come è bella la chimica dei colori!
Può essere interessante per i ragazzi di prima, ma anche per quelli di quinta (e per chi studia filosofia? per tutti, in fondo!).
Tra due blog che ho già citato, quello di Teresa Celestino e quello di Paolo Gifh, c'è stato un incrociarsi di commenti sul concetto di SOSTANZA, e quindi di elemento, e quindi di numero atomico, e quindi di atomo...
Ve li consiglio entrambi:
La sostanza tra chimica e filosofia, una sintesi impertinente, e In sostanza, cos'è una sostanza?
Anche se erano usciti "ben" tre settimane fa, magari li avevate già visti, il primo è stato arricchito da un apprezzamento niente meno che di Eric Scerri, il filosofo e storico della chimica che avevamo già citato tempo addietro.
Vorrei aggiungere, a quanto diceva Gifh, che nel suo "The Periodic Table" Scerri stesso dedica una approfondita e fulminante analisi alle ragioni per cui Mendeleev acquistò fama e considerazione.
Di solito i libri di testo dicono che fu per la capacità di predire dei nuovi elementi. Il che, letto a posteriori, è indiscutibile: però forse ci si dimentica che Mendeleev fece anche delle previsioni sbagliate che vengono messe in ombra.
... ovvero: Why the art and craft of chemistry cannot be captured on paper?
Nei corsi di analisi chimica di terza i nostri aspiranti chimicastri dedicano ancora una certa parte dell'anno scolastico a quella che da loro viene genericamente chiamata "analisi qualitativa" ma che in realtà è "l'analisi sistematica dei cationi, secundum Bunsen, Kirchoff, Fresenius et alii", affiancata da alcuni scampoli delle analoghe analisi per via umida degli anioni nonché dei cari vecchi saggi alla fiamma.
Sono forse cinquant'anni che si discute se abbia ancora un senso proporre questa procedura all'inizio del percorso di formazione di un chimico, a fronte di obiezioni del tipo "ma nessuno più usa cose del genere nel mondo del lavoro, da decenni" (che non è così vero: in casi particolari le ho usate anch'io ed ho visto usarle da tecnici di prim'ordine) oppure, molto sensatamente, "di tutte le cose con cui si può far iniziare a maneggiare la chimica a dei ragazzini, ne potremmo scegliere alcune meno rischiose".
Io stesso ho fatto riflessioni di questo genere, al Setificio e altrove, tra gli altri con i colleghi Santangelo e Venturi; quest'ultimo, tempo addietro, fu anche coautore di un interessante manuale per rileggere tale procedura con occhi più moderni (Gianni, si riesce ancora a trovarlo?).
La mia opinione: se viene fatta a scopo puramente pratico-operativo, come si poteva fare ai tempi dei nostri nonni (che poi sono i loro bisnonni), avendo come unico obiettivo quello di saper dare "il risultato giusto", non ci dedicherei neanche un minuto.
Ragazzi, questa è proprio tutto per noi: per noi bigàtt cavalée del Setificio, intendo dire!
A chi ci guarda un po' strano quando ci diamo da fare e soprattutto ci divertiamo a tingere dei fili di seta, forse perché non si rende conto di cosa significhi industrialmente ed economicamente una cravatta, una camicia di alta moda o magari un tessuto di alta tecnologia, consiglio questa breve notizia: dei ricercatori hanno trovato il sistema, modificando la dieta dei bachi, di far produrre a loro della seta che ha già incorporate delle sostanze vivacemente colorate.
Ma non lo fanno perché ci vogliono rubare il nostro prezioso mestiere di tintori, qui si pensa di impiegare quei fili di seta nientemeno che come dei PONTEGGI (è il termine che usano loro) che servano per costruire strutture molecolari utili, ad esempio, per riparare delle parti anatomiche, come arterie o nervi.
Il colore della fibra può servire proprio per attivare in modo molto specifico e selettivo determinate reazioni che possono avvenire, a comando, solo dove c'è il filo colorato. Quasi quasi, vien da dire, la cosa ha più a che fare con il lavoro dei tessitori, che con i fili colorati mettono in piedi grandiose strutture tridimensionali!
A questo proposito mi viene in mente che, giusto qualche giorno fa, in uno dei più noti telefilm di ambiente medico, c'era la storia di un paziente che rischiava di morire perché, come punti di sutura durante una operazione all'intestino, era stata usata una fibra sintetica innovativa (come quelle di cui a volte parliamo durante i nostri corsi!) alla quale, inaspettatamente, il paziente era allergico. Ovviamente, a questo punto, che materiale ha usato il chirurgo? Seta, naturalmente.
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