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CENTO idee nella chimica dei materiali?

Inserito da: 
Sergio Palazzi

Cento motivi per interessarsi all'innovazione nella tecnologia chimica? Solo cento?

Ah no, scusate: cento sono soltanto gli spunti sulle linee di innovazione nel mondo della tecnologia dei materiali applicati al mondo tessile.

Chimica del colore, delle fibre, delle finiture. Se ne parla qui, nel numero 2011 dell'annuario Future materials. Per una consultazione più rapida, vi coniglio di scaricarlo in pdf.

Si tratta di un elenco delle numerose linee di ricerca e di sviluppo, di aziende di tutto il mondo, legate alla chimica e tecnologia dei materiali tessili.

Cosa preferite? i tessuti antiproiettile o quelli per realizzare vele nautiche innovative? I finissaggi che respingono l'acqua - tipo quelli che abbiamo visto sui costumi da bagno che Luca ci ha mostrato nell'ultimo Come bere un bicchier d'acqua, o quelli che aumentano la resistenza al fuoco o all'abrasione, o quelli che permettono di lavare la lana in lavatrice senza rovinarla?

Naturalmente potreste essere interessati alle nuove fibre; dato che amate lo sport, potreste preferire quelle per realizzare calzettoni da sci leggeri e - ehm - igienici, oppure costumi da bagno resistenti al cloro delle piscine, o  per abbigliamento da ciclisti ad elevato comfort; o magari per realizzare tappeti sintetici per campi sportivi (a proposito:  lo sapete che Zambrotta, il campione che ha cercato di migliorare l'aspetto del nostro lungolago, è un ex allievo del Setificio?).

Ma probabilmente vi interessano anche cose più toste, come per esempio la protezione della salute e dell'ambiente: cosa meglio della chimica dei materiali tessili? Ecco qua, tessuti di cotone che rispettino i principi del fair trade o fibre per costruire batterie ricaricabili ad alta efficienza; fibre ottenute lavorando i fondi di caffè di... quella catena americana di bar che va tanto di moda, oppure che aumentano l'isolamento termco degli edifici per farci risparmiare su riscaldamento e condizionamento (e usano materiali riciclati!).

Anche le turbine eoliche, le fusoliere di aerei o le carrozzerie di auto elettriche, se sono realizzate in materali compositi a base di fibre servono a risparmiare energia e tutelare l'ambiente. Avete un'idea di quanta ricerca sia necessaria, banalmente, per far sì che le resine e le fibre usate per queste strutture si incollino perfettamente fra loro senza cedimenti?

Ma se proprio volete andare sulla qualità della vita, in campo sanitario sapete certamente che i pezzi di ricambio da sala operatoria, per sostituire tendini o arterie, sono in materiale tessile, e qui contano sia la struttura del tessuto, sia la natura della fibra, sia ancora i trattamenti superficiali: con certe cose non si scherza.

E nemmeno con le fibre, i tessuti, i capi di abbigliamento che permettono di integrarsi con circuiti elettronici per rilevare a distanza le prestazioni di uno sportivo in allenamento o di un malato a rischio (forse sapete che una nostra diplomata dello scorso anno ha svolto una ricerca per la maturità studiando i capi "intelligenti" di questo tipo, in collaborazione con uno dei più importanti centri di ricerca ospedaliera).

I nostri aspiranti House e CSI possono preferire tessuti che rilasciano agenti che idratano la pelle irritata, che uccidono i virus o che filtrano l'aria in ambienti contaminati.

In questo repertorio di innovazioni, la cosa più direttamente pratica (per voi) sono gli indirizzi dei siti delle varie aziende e centri di ricerca che hanno sviluppato questi materiali. Per tornare a quanto dicevo poco fa, ricordate che è tempo di pensare alla tesina per la maturità ...ed anche a capire come possiate diventare dei professionisti davvero CREATIVI, se è vero che l'unica attività umana realmente "creativa" è la chimica, che costruisce e modifica le stesse cose che studia, e rende realizzabili i sogni di designer ed artisti.

Se poi queste idee vi hanno surriscaldato (o magari raggelato!), in quest'altro link vedete come realizzare capi di abbigliamento in fibre ottenute dalla alghe o dal latte, che oltre a regolare la temperatura del corpo possono rilasciare sulla pelle composti cosmetici, idratanti e così via.

Tutto questo, ovviamente, senza contare quel frullatore di idee innovative in cui ci è sembrato di entrare quando visitavamo l'ITMA di Barcellona.


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