Mi scuso se è da un po' che non pubblico aggiornamenti di interesse per l'anno internazionale della chimica (che riguarda tutto il mondo) e per gli approfondimenti didattici (che riguardano soprattutto il nostro studenti di chimica e di tessitura), ma il tempo è un po' quello che è (e di studenti che mi danno la mano ce ne sono un po' pochini
).
Vorrei proporre questi tre link freschi freschi, che toccano tutti argomenti non soltanto chimici, ma veramente vicini alle cose che da sempre si fanno al Setificio e che, almeno spero, si potranno fare anche di più quando saranno andati a regime i programmi della riforma.
Penso che tutti voi abbiate visto la pubblicità di tessuti contenenti argento a scopo igienico-sanitario. Tipicamente, un caso molto importante sono le calze per uso sportivo, dato che le colture di microrganismi che si sviluppano sulle calze sono origine non solo di cattivi odori ma anche di malattie. La realizzazione di “tessuti intelligenti” che siano stati progettati per le loro proprietà chimiche e tecnologiche è una delle sfide per il futuro, e fornisce degli ottimi motivi ad una ricerca in un settore come quello tessile che molti ritengono tecnologicamente “maturo”, che è come dire sostanzialmente superato.
Il link vi rimanda ad un articolo che tratta brevemente di questo argomento, dove l'autore manifesta un certo scetticismo considerando gli aspetti pericolosi per la salute e l'ambiente dell'argento; quindi è interessante per avviare un dibattito.
=>> Le parole sono importanti (e inquinate)
Questo articolo mostra come sia importantissimo, per ragioni sociali ed etiche
molto prima che chimiche, far capire al grande pubblico che molte espressioni che sono ormai diventate parte del linguaggio quotidiano sono spesso usate in maniera inquinata ed inquinante.
Le quattro voci sono “Chemical”, “Pure and impure”, “Toxic” e “Natural and Artificial”.
Chemical è intraducibile, in italiano lo rendiamo con l'impreciso “prodotto chimico”: sta a indicare, più o meno, “la roba che viene preparata/studiata/messa in giro dai chimici”. Da un certo punto di vista, sarebbe un'espressione addirittura senza senso se ci ricordassimo che la chimica studia tutto ciò che può essere toccato, manipolato, trasformato: per cui - come mi capita di dire - chimica è: “qualsiasi cosa che si studia a scuola, tranne alcune delle cose di cui parla l'insegnante di religione cattolica”. Pensiamoci un attimo, prima di dire che i prodotti chimici fanno male o sono pericolosi.
Pure and impure si riferisce a concetti che molto spesso sono utilizzati anche dai pubblicitari, dal marketing e così via, a volte in senso corretto, moltissime volte (più o meno in malafede) in maniera subdola e scorretta. I miei studenti avranno presente la famosa domanda: “preferisci bere acqua pura al 99.5% o acqua pura all'85% scarso?”.
Toxic è un'altra di quelle parole che vengono usate in maniera assolutamente tossica, specialmente nella comunicazione giornalistica, con la conseguenza che molto spesso la pubblica opinione è convinta di cose che corrispondono esattamente al contrario della realtà.
Natural and Artificial o, meglio, la contrapposizione tra questi due termini, è una delle chiavi più forti su cui giocano una serie di imbonitori e truffatori, partendo dalla comunicazione sui mass-media per arrivare a tutti gli aspetti che distorcono l'informazione necessaria in una società libera e democratica. Anche qui, ovviamente, la prima cosa che ci viene in mente sono le strategie di marketing di chi cerca di vendere i propri prodotti (di qualsiasi tipo
) facendo leva sull'emotività e sull'ignoranza.
Insegnare delle corrette basi di chimica a tutti i cittadini è quindi, secondo me, oggi più che mai un dovere morale e civile.
Ovviamente, come tutte le cose ovvie, questo articolo non è particolarmente originale: le stesse identiche cose sono state dette, come capita appunto a quelle ovvie, decine di volte: anche in alcuni dei riferimenti che ho riportato in precedenti post su queste pagine (e anche in diversi miei articoli). Però in questa pagina sono messe in ordine tutte quante in fila e svolte in maniera piuttosto interessante: e, soprattutto, il guaio di dover ripetere cose ovvie è che ce ne sarà bisogno fino a quando le cose non saranno cambiate!
Per cui consiglio la lettura tanto agli studenti di chimica quanto... agli insegnanti d'inglese e di italiano (e a tutti gli altri!).
Il terzo link è quello qui di seguito, ma gli dedicherò un'altra pagina se no questa diventa orribilmente lunga.
=>> Come ottenere idrogeno da energia solare senza aumentare i danni all'ambiente?
A dopo.
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Puzzano di più le calze o le parole?
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